“Big Two”, il due è più importante

“Big Two”, la carta più forte è il 2!

Il due, da sempre considerata la carta più debole nei giochi di carte, si prende la sua rivincita.


Big Two

“Big Two” vuole dare una chance ad uno dei numeri più bistrattati, quanto meno nella maggior parte dei giochi di carte tradizionali.

Certo, i giocatori di burraco possono sostenere che il due funge da pinella ed ha un valore importantissimo.

Ma in altri giochi, nelle varie combinazioni, conta davvero, poco, è il momento però di dare il giusto valore a questo numero.

Ecco quindi che dal lontano Oriente, arriva una versione moderna di un gioco tradizionale e tutte le sue varianti.

Un gioco di combinazioni, quelle classiche che i pokeristi conoscono, ma dove anche i colori hanno il proprio valore.


COMPONENTI: Le carte di “Big Two” ricordano molto quelle di un qualunque mazzo di carte francesi


Big Two

“Big Two” è un gioco di carte tradizionale per 3-4 giocatori pubblicato recentemente dalla Playte.

Nella scatola trovano posto semplicemente delle carte, per la precisione 52 con una numerazione da 1 a 10 più 3 carte speciali.

Si parla delle figure canoniche che si trovano in qualunque mazzo di carte francesi, quindi J, Q e K.

Non saranno suddivise in semi, ma ogni scala di valori sarà rappresentata da un colore diverso: giallo, verde, rosso e viola.

Sono presenti anche due carte differenti da un mazzo di carte francesi, ovvero due carte drago, una colorata e una in bianco e nero.


PREPARAZIONE: Per il gioco base di “Big Two” basterà consegnare delle carte in base al numero di giocatori


Big Two

Per poter giocare con la modalità base del gioco, bisognerà separare le carte drago dal mazzo di carte restante.

Tutte le carte numerate e le figure andranno ben mescolate per creare un unico mazzo con cui giocare.

Da questo mazzo, ogni giocatore riceverà un certo numero di carte per creare la propria mano, in base al numero di partecipanti.

Se si gioca in 3, ogni giocatore riceverà una mano di 17 carte, saranno invece solo 13 se si giocherà in 4.

Lo scopo del gioco sarà quello di rimanere senza carte e accumulare punti round dopo round, avendone di più quando un giocatore arriverà a -100


IL GIOCO: “Big Two” è un gioco di combinazioni in cui tentare di battere quella messa in gioco dagli altri.


Big Two

Le carte del gioco appartengono a 4 colori diversi che formano anche una scala di potenza: le verdi sono le più deboli, seguire dalle gialle, dalle rosse e dalle viola.

Anche i valori delle carte hanno un potere, visto che la carta più debole è il 3 e si salirà fino ad arrivare alle figure, all'asso e infine al 2 come carte più forte.

Con questo criterio, dovranno essere giocate delle combinazioni sul tavolo, confrontandole con quelle degli avversari.

Il primo a giocare una combinazione sarà chi avrà la carta col valore più debole in gioco, solitamente il 3 verde.

Con questa carta, il giocatore dovrà comporre una prima combinazione a cui poi gli altri dovranno rispondere tentando di batterla o passare.

Le combinazioni possibili ricordano molto quelle comunemente conosciute nel gioco del poker, e avranno un ordine di potenza.

Si parte da una carta singola per arrivare ad una coppia di carte di valore uguale o un tris di carte di valore uguale.

Varranno poi le combinazioni composte da 5 carte, ovvero una scala di carte di qualsiasi colore ma di valori consecutivi.

A seguire 5 carte dello stesso colore, un full composto quindi da un tris ed una coppia e poi un poker con annessa una carta qualsiasi.

Termina la lista di potenza delle combinazioni una scala reale, ovvero 5 carte di valore consecutivo e dello stesso colore.

Quando un giocatore gioca una combinazione in risposta alla precedente, dovrà far attenzione a batterla utilizzando lo stesso numero di carte.

I confronti andranno fatti sempre sui valori della carta più alta della combinazione e a parità invece sul colore.

Un giocatore può anche passare e poi, al ritorno del proprio turno, giocare invece una combinazione in grado di battere l'ultima calata.

Quando, dopo aver giocato una combinazione, tutti gli altri giocatori passano, si scarteranno tutte le carte giocate.

A cominciare una nuova serie di combinazioni sarà l'ultimo giocatore ad averne calata una.

Il round termina quando un giocatore riesce a calare anche la sua ultima carta, passando al conteggio dei punti.

Ogni giocatore perde punti in base al numero di carte che gli restano in mano: più carte rimarranno e il valore da perdere potrà anche raddoppiare o triplicare avendo ancora la mano intera.

Il totale dei valori persi dai giocatori con le carte in mano sarà invece un valore positivo da sommare al punteggio di chi è rimasto senza.

Il gioco prevede anche l'introduzione di alcune varianti, anche con l'utilizzo delle carte drago messe da parte nella modalità classica.

Le due carte drago rappresentano dei jolly e possono essere introdotte come carte nel mazzo per comporre le combinazioni.

Oppure ci sono regole che fanno perdere punti maggiori se si rimane con dei due in mano alla fine di un round.


CONSIDERAZIONI: “Big Two” è un gioco tradizionale che nella sua nuova veste ha forse perso qualcosa.


Big Two

Ci sono dei giochi che si tramandano di generazione in generazione e che permettono alle vere qualità di non morire mai.

A volte questi giochi però prendono delle strade diverse e arrivano ai giorni nostri in una veste un po' differente.


“Big Two” richiama i fasti di un gioco molto vecchio in una nuova versione che però ha qualcosa che non va.

Il mazzo di carte di questo gioco ricorda davvero molto da vicino un semplicissimo mazzo di carte francesi.

Ci sono infatti tutti gli elementi principali che, dopotutto, erano anche quelli della prima versione da cui nasce questo titolo.

Abbiamo quindi i numeri dall'asso al dieci ed anche le tre figure classiche, persino due jolly per una variante, qui rappresentati da draghi.

Non ci sono però i classici semi delle carte francesi, che qui sono sostituiti invece da una sorta di scala cromatica.

Delle pratiche carte riepilogo spiegano anche con attenzione una scala di importanza per i colori ed anche una per i valori delle carte.

Va infatti ricordato che, come dice il titolo, è il 2 ad essere protagonista, quel numero che invece normalmente viene identificato come meno importante.

La carta riepilogo spiega anche il tipo di combinazioni da poter realizzare, che somigliano molto a quelle classiche del poker.

Fin qui tutto bene, sulla carta c'è tutto il valore classico del gioco che ha avuto un discreto successo negli anni.


“Big Two” in questa nuova versione mescola un po' le carte, introducendo un paio di meccanismi probabilmente poco oliati.

Una differenza sostanziale tra il gioco classico e questa nuova versione è in una regola importantissima per ribattere le combinazioni.

Infatti dopo che un giocatore avrà posizionato una combinazione a terra, gli altri giocatori, per poterla battere, dovranno calarne un'altra ma che abbia lo stesso numero di carte.

Nel gioco originale questa regola non era presente, potendo quindi serenamente battere un tris con una scala ad esempio.

Questo implica una limitazione fortissima nelle disponibilità in mano, che molte volte non potranno essere usate.

I giocatori si limiteranno quindi a passare indistintamente solo per non avere delle combinazioni di quel numero esatto.

Altro problema è nel punteggio: arrivare a -100 sarà un'impresa titanica, visto che chi vince sarà premiato con dei punti positivi.

Un saliscendi continuo potrebbe rischiare di rendere la partita potenzialmente infinita, lasciando i giocatori continuamente in bilico tra un punteggio positivo e uno negativo.

Per questi problemi sostanziali, il gioco fa fatica a coinvolgere, stufando ad un certo punto anche per una certa ripetitività.

“Big Two”, probabilmente, giocato con qualche regola diversa, rivedrebbe i vecchi fasti ed avrebbe quindi il suo valore non intaccato.

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