“Non dire gatto”, ma dov'è?
“Non dire gatto”, se non lo coccoli un sacco
Come stuzzicare un gatto dispettoso che si nasconde, per farlo uscire allo scoperto?
Infatti il gattino protagonista è un po' dispettoso e si è infilato chissà dove in casa e non si fa vedere.
Lo scopo è proprio quello di farlo uscire allo scoperto attirandolo con tutti quei giochini irresistibili per un gatto.
Saranno però i giocatori stessi a definire, con delle carte quanto saranno efficaci questi metodi, chi ce la farà?
COMPONENTI: Le carte esca di “Non dire gatto” sono rappresentati da numeri e colori e anche gattini in varie pose.
All'interno della scatola quadrata su trovano 4 carte stanza che, messe una accanto all'altro formano uno scenario casalingo.
Una carta riassuntiva riporta l'elenco delle fasi di gioco, ma anche un tracciato contaturni, da segnare con l'apposito cubetto.
Le carte esca sono rappresentate da valori da 0 a 6 e vari colori, oltre a deliziose illustrazioni di gatti giocherelloni.
Gli stessi colori delle carte esca sono sulle 6 carte giocattolo, che evidenziano i 6 modi per poter attrarre il gatto.
Come segnalini c'è un gatto e 12 segnalini giocatore, ovvero 6 coppie di gattini colorati.
PREPARAZIONE: Le carte stanza di “Non dire gatto” andranno a creare lo scenario in cui andare a cercare il gattino
I giocatori sceglieranno un colore e posizioneranno un gattino sullo 0 del tracciato interesse e l'altro sulla mensola più a sinistra delle carte stanza.
Le carte esca andranno mescolate e una carta andrà girata: il numero sulla zampina indicherà dove posizionare il segnalino gatto sul tracciato interesse.
Quella carta andrà messa di nuovo nel mazzo che andrà rimescolato ed un certo numero di carte andrà distribuito ai giocatori in base al numero di partecipanti.
Le carte oggetto andranno infine posizionate sotto le carte stanza in un qualunque ordine e la carta riepilogativa accanto ad esse col cubetto sul primo spazio.
Lo scopo del gioco è quello di vincere tra round avvicinandosi alla pedina gattino utilizzando l'esca migliore.
IL GIOCO: In “Non dire gatto” le carte esca danno un valore a quelle che poi i giocatori si ritroveranno nella propria mano.
La prima fase, che non si svolge nel primo round perchè inclusa nella preparazione, è la fase preliminare.
In questa fase si estrae una carta dalle esche per piazzare il segnalino gatto e si distribuiscono carte ai giocatori.
Dopo il primo round, la distribuzione di carte non sarà solo in base al numero di giocatori, ma anche al numero di round vinti da ognuno.
La fase successiva è la fase esca durante la quale, uno per volta, i giocatori dovranno posizionare una delle proprie carte sotto una delle carte giocattolo sul tavolo.
Non importa che la carta esca giocata sia dello stesso tipo della carta giocattolo sulla quale si gioca, importerà successivamente solo il suo valore.
Ogni carta giocattolo potrà ospitare al massimo due carte esca, infatti questa fase terminerà quando tutte avranno due carte sotto di sé.
La terza fase è quella delle coccole in cui i giocatori mostreranno le carte che saranno rimaste nella propria mano.
Ognuna di queste carte perde il valore indicato, ma assume quello della somma delle due esche sotto il relativo giocattolo.
La somma di queste carte sarà il numero di passi che il proprio segnalino farà sul tracciato interesse.
Al termine di questo spostamento, si dichiarerà vincitore del round il segnalino che si sarà avvicinato di più a quello del gatto, ma senza superarlo.
Se tutti avranno superato il segnalino gatto, a vincere e a diventare primo per il round successivo, sarà chi comunque gli si sarà avvicinato di più.
Il vincitore del round sposterà anche il suo segnalino superiore sulla mensola successiva, che indicherà proprio la vittoria di un round.
Per iniziare il round successivo basterà spostare il cubetto di uno spazio sul tracciato dei round e ricominciare con la fase preliminare.
Ci sono due modi per terminare una partita: dopo il settimo round, premiando chi ne avrà vinti di più, o vittoria unica per chi vince il terzo round.
CONSIDERAZIONI: “Non dire gatto” è un gioco di rischio e di attenzione sul dolce tema dei gattini.
C'è chi magari parteggia per il cane, ma i gattini sono sempre degli esserini deliziosi che si fanno apprezzare dal pubblico.
“Non dire gatto” usa le più specifiche esche amate tantissimo dai felini, per un gioco fatto semplicemente di simboli e numeri.
Furbo l'ideatore del gioco a creare un titolo che abbia a che fare con i dolcissimi gatti, ma che in realtà nasconda un'anima astratta.
Le carte rappresentano dei teneri micetti che sono intenti a giocare con delle piume, con dei topolini e delle palline.
In realtà però quello che conta delle carte è semplicemente quello che avranno impresso, quindi un colore e un numero.
Sei diversi colori rappresentano in realtà i sei diversi tipi di esche presi in esame e una numerazione semplicissima.
Gli amanti delle ambientazioni però continueranno a vedere delle esche per attirare i micetti pronti per giocare.
Molto ben realizzata l'area salotto che si compone unendo una serie di carte scenario che avrà più di una funzione.
Non andrà a rappresentare solamente un salotto, ma prima di tutto il tracciato dei punti che faranno i giocatori per raggiungere il gatto che andrà sistemato.
In più andrà a rappresentare anche una serie di mensole che indicheranno il numero di round che i giocatori avranno vinto.
“Non dire gatto” è un gioco di attenzione sulle risorse a disposizione da utilizzare secondo l'andazzo generale
La mano di carte con la quale si inizierà il round dovrà cominciare subito a dare una prima panoramica sul da farsi.
I simboli dovranno essere presi in considerazione come forme di punteggio per far avanzare la nostra pedina gatto.
I numeri dovranno invece essere utilizzati per generare potenza rispetto ad un qualunque simbolo a disposizione.
Saranno solamente due i numeri che ogni carta andrà ad ospitare per accrescere il proprio valore e per questo bisogna scegliere bene.
Tentennare e rivolgersi verso altre esche, meditando di piazzare un valore sotto un'altra potrebbe essere deleterio.
Prima che torni il proprio turno infatti, potrebbero già essere state messe le carte dagli altri e rendere inefficace la strategia.
Seguendo lo schema del regolamento, chi avrà vinto più round avrà anche più carte, quindi più scelta, ma anche più avanzamenti.
Infatti con più carte rimanenti a fine round, si avanzerà di più con il rischio di superare molto più spesso il gatto.
Una compensazione che andrà a rendere più omogenee le vittorie quasi sempre, nel tentativo di rendere la corsa del campione più rara possibile.
“Non dire gatto” è un gioco che strizza l'occhio agli amanti dei felini con una meccanica semplicissima ed immediata.
Non troverete il pathos del gioco della vita, ma riuscirà ad intrattenere con leggerezza senza troppe pretese.
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