“Yut”, un gioco tradizionale coreano
“Yut” dal 500 ai giorni nostri.
Si va molto indietro nel tempo per ripescare un gioco tradizionale e presentarlo nell'era moderna.
Si tratta infatti di un gioco tradizionale orientale, di origine coreana che risale addirittura all'anno 500.
Ritorna ai giorni nostri con una nuova elegantissima versione che già si presenta visivamente spettacolare.
L'eleganza della confezione si rifà anche nella sua meccanica molto semplice, ma con delle piacevoli note strategiche.
COMPONENTI: Elegantissimi i componenti di “Yut” a cominciare dalla scatola che ricorda un kimono tradizionale.
La scatola si fa immediatamente notare perchè ricorda un kimono con tanto di fascia rappresentata da un nastro di stoffa.
Al suo interno si trova il piano di gioco che non è altro che una sorta di fazzoletto quadrato con una griglia speciale.
Si tratta infatti di un vero e proprio percorso di gioco composto da una linea che segue i lati del fazzoletto e altre due linee che ne seguono le diagonali.
All'interno di queste linee ci sono dei fiorellini disegnati che richiamano gli 8 fiorellini, 4 per colore, che fungono da pedine per i giocatori.
Ci sono poi anche 4 bastoncini yut, che non sono altro che 4 pezzi di legno con un lato piatto ed uno tondeggiante.
Sul lato piatto di uno di questo bastoncini troviamo anche un simbolo di una curva con una freccia che innesca un movimento particolare.
PREPARAZIONE: Semplicissima la preparazione di “Yut” consegnando semplicemente i fiorellini ai giocatori.
Ogni giocatore prenderà un set di 4 fiorellini da sistemare di fronte a sé e sul piano di gioco andranno anche i 4 bastoncini yut.
I giocatori li useranno per decidere chi sarà il primo giocatore lanciandoli: saranno consegnati a chi avrà fatto il lancio migliore secondo le regole di gioco.
Lo scopo del gioco è quello di terminare il percorso indicato sul fazzoletto con tutti e 4 i propri fiorellini prima dell'avversario.
IL GIOCO: Lanciare i bastoncini è quello che in “Yut” dovranno fare i giocatori per spostare i propri fiorellini.
Il modo in cui i bastoncini andranno a cadere sul tavolo indicherà un certo numero di passi ed eventualmente la possibilità di ritirare.
Un bastoncino può cadere infatti sul lato piatto o sul lato tondo e in base alla configurazione dei 4 verrà fuori un risultato.
Ogni risultato sarà possibile consultarlo sul manuale di gioco tramite un apposito box semplicissimo da interpretare.
Il numero di passi da fare potrà essere distribuito dal giocatore sui propri fiorellini, smistando liberamente quella quantità.
Se si sceglie di far entrare sul piano di gioco un nuovo fiorellino, dovrà partire dal fiore evidenziato in basso a destra.
Si tratterà anche del punto di uscita dopo che ogni fiorellino avrà percorso tutto il tragitto indicato dalle linee.
Ci sarà un percorso perimetrale che seguirà tutti i lati del piano di gioco oppure uno che taglierà in mezzo, risalirà e andrà a percorrere l'altra diagonale.
Questa scelta andrà fatta per alcune regole aggiuntive che rendono strategica la selezione di un percorso adeguato.
Terminando il movimento su una propria pedina, queste andranno inglobate diventando una pedina unica da muovere quindi in contemporanea.
Se si finisce invece sulla casella di un avversario, si avrà un turno extra e la pedina dell'avversario tornerà al proprietario, che dovrà ricominciare il percorso da capo.
Ci sono anche alcune configurazioni del lancio dei bastoncini che potranno portare, oltre ad un movimento, anche un turno aggiuntivo.
Quando un fiorellino effettua un movimento oltre la casella fiore iniziale, sarà portata in salvo e avvicinerà il giocatore alla vittoria.
Appena un giocatore avrà fatto uscire dalla plancia di gioco anche il suo quarto fiorellino, sarà dichiarato vincitore.
CONSIDERAZIONI: “Yut” è un gioco tradizionale che però può vantare delle tecniche strategiche interessanti ancora oggi.
Magari nessuno di voi avrebbe mai pensato di poter giocare ad un gioco di 1500 anni fa, ma nella vita mai dire mai.
“Yut” porta sui nostri tavoli la possibilità di scoprire come si divertivano i coreani nel lontano 500 con i giochi da tavolo.
La prima cosa da evidenziare parlando di questo gioco è senza ombra di dubbio l'eleganza con la quale si presenta.
La scatola va letteralmente denudata, come se fosse una gustosa scatola di cioccolatini, quelle con il nastro di stoffa.
In realtà il tutto scimmiotta un vero e proprio kimono classico, da aprire per rivelare i semplicissimi componenti.
Anche questi di una classicità ma di un'eleganza unica, si parla di un effetto minimal proprio per ricordare le origini del tutto.
Bellissima la scelta di non aver proposto una plancia in cartone ma di aver rinnovato l'esperienza di giocare con qualcosa in tessuto.
Finemente decorato, fa ricordare davvero l'antichità del gioco, così come i bastoncini che andranno tirato come dadi.
Attenzione ovviamente ai tavoli, non si tratta di un titolo da giocare su un tavolo di cristallo, sembra inutile anche dirlo!
La linea strategica di “Yut” è molto semplice, ma quel che basta per rendere accattivante una sfida tra due giocatori.
Non aspettatevi una meccanica di gioco che sfidi e sbaragli tutto quello che abbiamo sul mercato attualmente.
Si tratta comunque di un gioco che ha delle radici antichissime e che proprio per questo non può essere concorrenziale.
Non si tratta di un adattamento, ma di una vera e propria riproposta, con materiali eleganti, di quanto fu nei primi secoli del mondo.
Nonostante ciò però, il gioco riesce comunque ad offrire quella nota strategica da renderlo appetibile anche agli esigenti palati ludici odierni.
Si tratta di una race, in fin dei conti, ma qualche scelta strategica ci sta proprio per approfittare dei turni extra da sfruttare.
Coprire una pedina altrui non solo crea il danno all'avversario di ricominciare, ma permette anche di effettuare un turno extra.
In più assoldare un'altra propria pedina, permette di creare una torre per poter spostare più elementi tutti insieme e ottimizzare i movimenti.
La bellezza di “Yut” è nell'idea di giocare con qualcosa di antico sfruttando degli elementi di un'eleganza innata.
Nonostante non si stia parlando del gioco del secolo, anche perchè non appartiene di certo a questo, ci troviamo di fronte ad un titolo che ha delle ottime qualità.
Di certo va premiato la costanza, visto che è arrivato ai giorni nostri, attraversando i secoli, senza privarsi del suo valore.
La sua qualità è nell'utilizzo di elementi semplici ma elegantissimi per poter provare questa esperienza di gioco.
Non aver a che fare con dei dadi, ma piuttosto con degli inediti bastoncini in legno, fa una notevole differenza.
Di certo nelle prime partite sarà impossibile tradurre immediatamente il risultato dei bastoncini in movimenti.
Sarà quindi necessario stare con il manuale alla mano turno dopo turno, ma dopo un po' ci si prenderà la mano.
Inspiegabile come sulla confezione venga indicato come titolo per 2-4 giocatori, pur avendo elementi solamente per una sfida di coppia.
Anche per la sua struttura, sarebbe davvero difficile pensare a 4 giocatori che si farebbero continuamente le scarpe rendendo la partita infinita.
Un gioco molto semplice, ma curato che permette ai giocatori un vero e proprio tuffo estremo nel passato orientale.
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