“One Round”, una ruota di parole
“One Round”, parole da sistemare
Dove potrà essere collocata la nuova parola nella ruota sempre più affollata?
Ci saranno infatti tre parole iniziali che andranno a rappresentare i primi step su cui pian piano organizzare il resto.
Una nuova parola entrerà in circolo ad ogni round, con la possibilità chiaramente di collocarla nel posto sbagliato.
Un collaborativo che mette a confronto vari pareri oppure un competitivo a squadre che mette in sfida due gruppi: quale identità preferirete?
COMPONENTI: Le 100 carte di “One Round” sono bianche, hanno solamente un numero che le identifica
“One Round” è un gioco da tavolo ideato da Tobias Tesar per 2-12 giocatori e pubblicato da Devir Italia.
Nella confezione si trovano 100 carte numerate da 1 a 100 dove c'è uno spazio bianco per la possibilità di scrivere.
Per scrivere è chiaramente incluso un pennarello cancellabile, con tessere facili da sbiancare anche senza l'uso di cancellini.
Presenti anche 6 cuoricini che rappresentano dei punti vita ed una plancetta che funge da perno per creare una ruota di parole e una clessidra.
Oltre il regolamento è incluso anche un libretto aggiuntivo dove sono contenute delle sfide, segnalando delle prime parole da utilizzare.
PREPARAZIONE: Tre carte saranno sempre al centro della plancia di “One Round”, in attesa dell'arrivo delle altre.
Queste saranno delle carte iniziali da mettere in ordine, intorno alla plancetta, distanziate equamente tra loro.
Come inizio si potrà scegliere una delle sfide indicate dal libro oppure su ognuna delle carte si potrà scrivere quello che decideranno i giocatori stessi.
Il mazzo di carte rimanenti andrà mescolato e verrà creato un mazzetto di 12 carte da porre coperto sulla plancetta centrale.
Tre segnalini cuore andranno posizionati accanto alla plancetta insieme alla clessidra, che si potrà evitare di utilizzare per le prime due o tre carte.
Lo scopo del gioco è quello di riuscire a collocare tutte le carte nella ruota di parole senza perdere anche l'ultimo cuoricino.
IL GIOCO: In “One round” un giocatore indicherà una parola che dovrà essere collocata tra due già presenti nella ruota
In ogni round di gioco, uno dei giocatori rivestirà il ruolo di informatore ed avrà il compito di indicare una parola agli altri.
Lo farà dopo aver pescato la prima carta dal mazzetto di 12 collocato sulla plancetta al centro del piano di gioco.
Questa carta andrà ad indicare un numero che ovviamente si andrà a collocare tra due carte già presenti nella ruota.
La parola non deve avere una radice in comune con quelle già presenti, deve essere una parola reale e non deve indicare numeri o colori in relazione ai numeri di altre carte.
Per dare la parola da comunicare agli altri, dopo le prime due come suggerisce il regolamento, l'informatore ha una clessidra di tempo.
I giocatori a quel punto si confronteranno per poter dare una possibile collocazione alla parola dichiarata.
Quando avranno fatto la propria scelta, posizioneranno la clessidra esattamente nell'intervallo delle due carte dove pensano possa piazzarsi la nuova.
Sarà quindi l'informatore a dichiarare se la collocazione risulti corretta o meno, svolgendo operazioni di conseguenza.
Se i giocatori avranno indovinato, l'informatore scriverà la parola sulla carta rivelandone quindi il numero e collocandola tra le due carte già presenti.
Farà la stessa operazione anche se i giocatori avessero collocato la clessidra in un posto sbagliato, ma perdendo anche uno dei cuoricini.
Se fosse stato eliminato anche l'ultimo cuoricino, i giocatori avranno un'ultima possibilità di restare in gioco.
La clessidra infatti andrà fatta girare anche per dare il tempo ai giocatori di consultarsi e scegliere il posto dove inserire la nuova parola.
Come regola, in ogni caso l'ultima carta del mazzetto da collocare deve necessariamente essere piazzata correttamente, pena la sconfitta.
Sconfitta che arriva anche perdendo ulteriormente nella modalità overtime, con la clessidra anche per chi deve indovinare il posto della parola.
Se invece dovesse essere stata piazzata anche l'ultima carta con dei cuoricini superstiti, il gruppo sarà riuscito a vincere.
Nella modalità a squadre, il flusso di gioco resta identico, con l'alternarsi delle squadre e della scelta degli informatori, ognuna con dei propri cuoricini da mantenere.
Ci sarà anche però la possibilità di recuperarne uno indovinando la collocazione di una carta che gli avversari avranno sbagliato a sistemare.
CONSIDERAZIONI: “One round” è un ottimo party game da intavolare con chiunque ami i giochi di parole.
Quando si uniscono però sia le parole che i numeri allora si da vita a qualcosa che deve tener conto di queste combinazioni.
“One round” è un party game semplice e immediato che potrebbe essere un'ottima proposta anche per i non giocatori
I componenti del gioco sono di quanto più semplice ci possa essere visto che tutto è rappresentato praticamente da un mazzetto di 100 carte numerate.
Il testo sulle carte saranno i giocatori stessi a crearlo man mano che la partita prende piede, a cominciare però dalle parole di base.
Il quadernetto delle sfide propone già alcune parole che possono essere usate per vivere una delle esperienze suggerite.
Molto interessante e sfiziosa la possibilità di scrivere anche i nomi di alcuni dei partecipanti come parole da usare come base.
Questo chiaramente permetterà di animare parecchio la serata andando a cercare parole di relazione con quelle che sono le caratteristiche dei partecipanti.
Del resto però qualunque parola potrebbe essere utile per vivere delle esperienze divertenti, ancora di più se completamente slegate tra loro.
La meccanica semplice ed immediata rende subito in partita anche il giocatore meno abile e meno frequente al tavolo.
Con le sue caratteristiche, il gioco si presenta perfetto anche per quei gruppi di non giocatori che cercano un modo per divertirsi insieme.
“One round” incarica ogni volta un giocatore nel ruolo di informatore con la necessità di trovare la parola giusta.
Non c'è una parola più o meno giusta per l'informatore, ma dovrà fare in modo di riuscire ad indicare con quella il posto giusto dove inserire la nuova carta numerata.
Ovviamente all'inizio i gap tra un numero e l'altro potranno essere notevoli e pochi spazi tra cui scegliere dove inserire la nuova carta.
Andando avanti nel gioco si dovranno prendere in considerazione invece molti più punti dove poter inserire il nuovo elemento.
Diventerà quindi man mano un gioco sempre più complesso per i giocatori che dovranno anche aguzzare bene la vista tra una parola e l'altra.
Se per l'informatore magari potrà sembrare scontato un nesso tra le due parole tra cui collocare la carta, non è detto sia così anche per gli altri.
Il lavoro dell'informatore sarà ovviamente sempre quello di impegnarsi nel trovare la parola più adatta senza fraintendimenti.
Andando avanti nella partita, rispettando le regole, alcune parole potranno avere magari qualche similitudine di concetto.
Bisognerà evitare quindi di dare adito a dubbi al gruppo e di puntare dritti verso una certa sicurezza, nella speranza possa essere recepita.
Il gioco collaborativo è quello di nascita, ma per gli immancabili del duello, anche la modalità a squadre donerà diverse soddisfazioni.
Una contrapposizione diretta permetterà di alternare i due gruppi con lo sfizio in più di recuperare cuori indovinando una collocazione sbagliata.
Una marcia in più per un gioco che però funziona meglio nella sua modalità classica da collaborativo puro.
“One round” ricorda nella sua dinamica un po' alcune manche dei preserali televisivi estivi, tanto cari al pubblico.
Un motivo in più per renderlo adatto a pubblici trasversali e numerosi, per entrare a far parte a pieno titoli dei party game immancabili in collezione.



Commenti
Posta un commento